Galeria Antica

21.05.2021

Alla scoperta di Galeria antica

La nostra avventura nella città morta di Galeria antica inizia abbastanza presto; siamo tra i primi a varcare il cancello da cui parte la sterrata che conduce all'ingresso delle rovine.

Sono circa 2km di strada pianeggiante che attraversa i campi.

Arrivati sotto le antiche mura della città, svoltiamo a destra e prendiamo un piccolo sentiero che scende verso il fiume Arrone. Il sentiero è stretto e leggermente in discesa ed è immerso nella fitta vegetazione, tanto che in alcuni punti le piante creano dei tunnel sotto cui passare, questo rende la passeggiata ancora più avventurosa, cosa di cui sono particolarmente divertiti i ragazzi.

Il sentiero poi sbuca in una piana; una distesa sterminata di spighe di un verde reso ancora più intenso e brillante dal sole

Raggiunto il fiume Arrone, dopo aver fatto un piccolo guado, raggiungiamo la cascatella del fosso della casaccia, una piccola ma deliziosa cascata, dove trascorriamo la nostra breve sosta.

Dopo aver ripercorso il sentiero in senso inverso, scendiamo nella forra per andare a visitare la mola. Qui assistiamo ad un netto cambio di ambiente; dal sole e dai colori della pianura si passa all'ombra e all'umidità della forra.

Tra salici e gli olmi appare la mola, incastonata deliziosamente tra il costone di tufo.

Il verde è sempre il colore predominante, ma diventa molto più chiaro e di un tono pastello, l'acqua del fiume è scura, ma un rilesso dorato spicca prepotentemente in quello che si presenta ai nostri occhi come un delicato acquerello sapientemente dipinto.

Nella forra abbiamo anche modo di vedere i resti di piccole necropoli, testimonianza dell'origine etrusca della città.

È arrivato il momento di varcare la soglia della città abbandonata...

Oltrepassiamo l'arco che costituiva il punto di accesso alla città e ci troviamo immersi in un' atmosfera magica. La vegetazione costituita prevalentemente da lecci, allori e aceri ha completamente ricoperto le rovine, diventandone un tutt'uno.

Galeria, arroccata su un blocco di tufo, grazie a questa sua posizione strategica, diventa una città fortificata che raggiunge il suo massimo splendore nel medioevo. Viene definitivamente abbandonata agli inizi del 1800 in maniera repentina a causa delle misteriose morti che stavano colpendo la popolazione. Gli abitanti nella fretta lasciarono gli attrezzi da lavoro e addirittura i cadaveri da seppellire. Successivamente si scoprì che i decessi erano stati causati dall'epidemia di malaria che aveva colpito l'agro pontino nel 1700.

Rimasta abbandonata, viene scoperta dall'archeologo inglese Thomas Ashby anni dopo che la descrive come "uno dei luoghi più belli da visitare per coloro che amano gli angoli isolati nelle vicinanze di Roma" per via della "pittoresca desolazione delle sue strade, semiricoperte di vegetazione e dei suoi edifici sgretolati".

E visitandola anche oggi si ha l'impressione di essere degli esploratori che per la prima prima volta si trovano davanti queste rovine completamente ricoperte dalla vegetazione. Cominciamo a camminare per le strade della città emozionati nello scoprire resti di abitazioni, di chiese, nella città c'è ne erano tre, mura del castello medioevale. Su tutto svetta il campanile della chiesa di San Nicola che nel periodo della malaria era utilizzata per seppellire i cadaveri.

La passeggiata è gradevole e decisamente affascinante. È una bellissima giornata di sole e soffia una gradevole brezza.

Torniamo sulla via del ritorno e prima di lasciare la città fantasma mi fermo a guardarla ancora una volta e ad assaporare ancora un po' questa strana atmosfera di mistero e fascino magnetico che ci ha accompagnato per tutta la visita, e mi piace pensare a quell'antica leggenda che narra la storia di un fantasma di nome "Senz'affanni"; si tratterebbe dello spirito di un abitante della città , morto probabilmente durante il periodo della malaria, che torna ogni anno tra le antiche rovine di Galeria, cantando e suonando per la sua amata donna, in sella ad un cavallo bianco. Qualcuno sostiene che in inverno, durante le piene del fiume Arrone, abbia sentito provenire dalle rovine un rumore di zoccoli di cavallo, ed un lamento...