Il fascino ed il mistero di Angkor in Cambogia

22.04.2020

Il fascino e il mistero di Angkor in Cambogia: 

Vorrei iniziare questo articolo citando le parole di Antonio da Magdalena, uno dei primi visitatori occidentali del tempio; era un monaco portoghese che lo visitò nel 1586 e queste le sue parole: "è una costruzione così straordinaria che è impossibile da descrivere con una penna, poiché non c'è un edificio simile al mondo. Ha delle torri e delle decorazioni e quanto di più raffinato che il genio umano possa immaginare" Antonio de Magdalena stava parlando di Angkor il più grosso sito religioso del mondo, che conta 72 templi principali, e un migliaio di templi secondari, tra induisti e buddisti. Con le sue parole ha saputo perfettamente riassumere l'impossibilità di descrivere la maestosità e la particolarità di questo complesso architettonico. Neanche le immagini riescono a rendere giustizia al suo splendore... un'assoluta meraviglia... Si trova in Cambogia a 5,5 km dalla città di Siem Reap, sede di un aeroporto internazionale, e si raggiunge facilmente grazie alle innumerevoli escursioni organizzate che partono da Siem Reap. Non è possibile spostarsi a piedi perché spesso i vari templi sono distanti l'uno dall'altro di vari km. La sua costruzione iniziò durante il regno del re khmer Suryavarman nel XII sec.,l'intento era di farne il suo mausoleo, e proseguì con i suoi successori che man mano edificarono nell'area le varie capitali, con il declino dell'impero khmer divenne un monastero buddista; Angkor rimase in buona parte nascosto dalla vegetazione fino alla seconda metà del XIX secolo quando, i resoconti di esplorazioni francesi, inglesi e statunitensi, crearono il mito della "città perduta nella giungla" che affascinò generazioni di europei. E non sorprende affatto che abbia esercitato questo suo fascino nel corso dei secoli. Ogni tempio ha una sua unicità che lo differenzia dagli altri. Si possono passare intere giornate a visitare l'area senza riuscire a trovare qualcosa di simile a quanto già visto. Pur essendo stati costruiti seguendo il medesimo stile architettonico Khmer, caratterizzato dall'uso della pietra arenaria come materiale principale e da elementi architettonici tipici come le torri ogivali a forma di bocciolo e i devata, bassorilievi rappresentanti divinità femminili, ogni tempio è rappresentativo di un diverso stile. È incredibile la maestosità e lo stato di conservazione dei templi principali, le abitazioni sono state invece tutte distrutte perché costruite prevalentemente in legno. Angkor è un luogo decisamente suggestivo e attraente, in cui il tempo non sembra essere trascorso; ti ci puoi quasi perdere girovagando tra le sue rovine immerse nella fitta vegetazione e in un silenzio surreale. Ogni angolo ti regala scorci sempre diversi e ricchi di particolari e la luce del sole, con il suo gioco di luci ed ombre proiettate sugli antichi bassorilievi, riesce nell'ardua impresa di rendere l'atmosfera ancora più magica. Per gli amanti della fotografia è un vero e proprio paradiso: contrasti di colori con il blu acceso del cielo e il verde della foresta e del muschio che ricopre le rovine e luci calde. Ma la cosa che rende questo posto così speciale è la fusione perfetta tra le rovine e la vegetazione. Il connubio raggiunge un tale livello di perfezione che neanche il più abile architetto potrebbe mai concepire; le radici delle maestose piante della foresta tropicale, che raggiungono anche più di 40 metri d' altezza, avvolgono e si intrecciano alla struttura dei templi diventando un tutt'uno. Il tempio di Ta Prohm è testimone perfetto di questo abbraccio; ed è sicuramente il luogo in cui si avverte con più forza questa suggestione. Non a caso questo tempio è stato scelto per ambientare il film e il gioco di Tomb Raider. Angkor è un luogo pieno fascino e di mistero dove mi piacerebbe tornare presto per scoprire nuovi particolari e nuovi scorci e per immergermi in un remoto passato perché, citando Lara Croft...." bisogna scavare nel passato per comprenderlo