Il nord delle Isole Faroer

14.04.2020

Se un giorno mi dovessero chiedere qual'è il posto che più ti è rimasto nel cuore risponderei sicuramente le Isole Faroer. 

Probabilmente perchè è stato in assoluto il mio primo viaggio in solitaria, forse perchè il posto è meraviglioso e la gente cordialissima e gentile. Un giorno mi trovavo, come spesso accade, a guardare su internet le foto di posti lontani e mi è capitato di incappare un una cascata stupenda a strapiombo sul mare. Dopo tante ricerche ho trovato il nome della località: Gasadalur. Mi sono detto che questa doveva essere una cosa che assolutamente avrei dovuto vedere nella mia vita. Una cascata che sembrava sospesa in aria, l'isola che non c'è.

Organizzato il viaggio in tutto il suo tour ed eccomi sbarcato nella capitale delle isole faroer: Torshavn. Dopo 8 ore di volo ed un atterraggio davvero da urlo, col vento che spostava l'aereo e le montagne di fianco metto piede in questa terra e scopro che oltre a piovere sempre ad aprile fa un freddo cane! Ma ero preparato! Potrei raccontarvi tante cose di queste isole che ho visitato due volte, ma la località che più mi ha colpito per i suoi colori e la sua semplicità è stata sicuramente la parte più a nord. L'atlantico qui si mostra in tutta la sua potenza ed il blu profondo lascia piccole pennellate al turchese delle onde che si infrangono sulle alte scogliere. Vento forte e condizioni avverse che si accavallano incessantemente rendono le isole Faroer un posto abbastanza pericoloso per chi come me si avventura spesso da solo, non sottovalutatelo mai. Questa è la mia personale storia della cascata di Gasadalur. Seduto sulla panchina sono stato un bel pò di tempo li col vento in faccia ad ammirare questo spettacolo della natura, a seguire il volo spericolato dei gabbiani ed anche in compagnia delle pecore che nella loro incoscienza brucano sul bordo del baratro. 

Fu cosi che questa foto mi è valsa in più casi la citazione del National Geographic. Ne sono molto orgoglioso!