Le gole di Fara San Martino

23.09.2020

Zaini pronti, macchina carica, si parte... ci aspetta un fine settimana da trascorrere alla scoperta dell'Abruzzo, in particolare della provincia di Chieti.Prima tappa Fara San Martino. Nel mezzo del Parco nazionale della Majella c'è un vero e proprio tesoro: le gole di San Martino, un canyon a tutti gli effetti scavato dall'erosione del fiume Verde che fa da ingresso al Vallone di Santo Spirito che da Fara si inerpica fin sopra alla Majella.Attraversare le gole è davvero emozionante, pareti a picco alte centinaia di metri che in alcuni punti si avvicinano talmente tanto da toccarsi quasi; il sole fa fatica ad entrare e ci si sente completamente avvolti dal silenzioso abbraccio della montagna.Dopo aver attraversato una strettoia il sentiero si allarga e incastonato tra le rocce fa la sua comparsa un vero e proprio gioiello, l'Abbazia benedettina di San Martino in Valle.Francesca, la bravissima guida di Majexperience apre il cancello che consente di accedere ai resti e ci rapisce ed affascina raccontandoci di leggende legate alle origini dell'Abbazia. 

Tra le più suggestive quella secondo cui sarebbe stato lo stesso San Martino a scavare con i gomiti nella roccia per consentire agli abitanti del luogo di raggiungere i pascoli verdi e le sorgenti poste più in alto.Le origini dell'Abbazia sono ancora avvolte nel mistero, ma sicuramente è stato un luogo di rifugio e spiritualità per monaci ed eremiti. L'atmosfera contemplativa ancora si respira in questo luogo così suggestivo nascosto tra le montagne.L'Abbazia è stata definitivamente abbandonata l'8 settembre 1818 a causa di un'alluvione che la ricoprì di detriti e riportata completamente alla luce solo nel 2009; era sepolta da ben 12 m di detriti...Dopo questa piacevole passeggiata abbiamo trascorso la nostra pausa pranzo al fresco delle sorgenti del Fiume Verde, un fiume che riveste un'importanza strategica per tutta la valle perché alimenta l'industria di pasta che dà lavoro a gran parte della popolazione e che ha reso famosa Fara San Martino in tutto il mondo.

Nel pomeriggio visita all'area faunistica del camoscio di Lama dei Peligni dove, le guide di majexperience, ci hanno spiegato le caratteristiche del camoscio d'Abruzzo che lo differenziano da quello alpino. Oltre ad avere le corna ad uncino più alte di quelle delle altre specie, presenta una fascia caratteristica di pelo scuro sugli occhi, a mó di mascherina, una macchia chiara sulla parte c'entra del collo e una fascia scura lungo tutto il collo, da questo che sembra essere un ornamento, deriva il nome scientifico della sottospecie "rupicapra pyrenaica ornata".

Abbiamo poi imparato a conoscere anche il cervo e il capriolo. Dopo la parte teorica finalmente è arrivato il momento dell'osservazione diretta. Ci siamo divertiti a scorgere tra i rami le curiose figure di due giovani cerve e dei caprioli e con l'aiuto dei cannocchiali messi a disposizione dalla nostra guida abbiamo osservato i camosci muoversi con grande maestria in bilico tra le rocce in alta quota.I bambini erano entusiasti di ammirare questi animali così eleganti e si sono divertiti ad osservarli e a fotografarli.Un bambino che impara a conoscere la natura e ad amarla sarà un adulto che la rispetterà. Noi teniamo molto al fatto che i bambini presenti nelle nostre uscite naturalistiche imparino ad amare e rispettare l'ambiente che li circonda e gli animali che lo abitano. Dopo questa visita così interessante abbiamo fatto ritorno a Fara San Martino.Cena da Mezzogaudio, una birreria artigianale di Fara, dove abbiamo gustato i prodotti tipici del luogo e dopo il meritato riposo.

Ritemprati dal riposo notturno e dalla fresca temperatura di questi luoghi riprendiamo le nostre auto in direzione del paese di Roccascalegna e soprattutto del suo famoso e spettacolare castello.

Costruito tra XI e il XII sec. dall'ampliamento di una torre di guardia, è posizionato su una sporgenza rocciosa di forma allungata e domina il paese e tutto il territorio circostante.

Presenta varie torri, quella di Sentinella, quella del carcere e la torre angioina.

Anche questo su questo Castello vengono riportate curiose leggende legate soprattutto alla presunta applicazione dello ius primae noctis da parte del barone Corvo De Corvis.Terminata la visita al castello da cui si può ammirare una bellissima vista a 360 gradi sulle verdi campagne circostanti abbiamo avuto modo di gironzolare per i deliziosi vicoli del paese scattando foto e visitando le botteghe locali.Per concludere il nostro fine settimana in provincia di Chieti ci siamo spostati verso Borrello all'interno della Riserva naturale delle cascate del Verde per visitare le spettacolari cascate dal triplice salto con un'altezza totale di 200 m.

La visita nel finale è stata disturbata dal maltempo ma sono stati due giorni cosi pieni di belle esperienze che la pioggia ci ha fornito solo un'occasione per tornare...

Ed ora cominciamo a sognare ad occhi aperti la nostra prossima avventura...

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.

(Jack Kerouac