Machu Picchu

27.03.2020

"Allora per la scala della terra sono salito,
fra gli atroci meandri delle selve sperdute,
sino a te, Machu Picchu.
Alta città di pietre a scalinata,
dimora degli esseri che il terrestre
non potè celare nelle vesti assonnate.
In te, come due linee parallele,
la culla del tempo e quella dell'uomo
si dondolavano a un vento di rovi.
Madre di pietra, spuma di condor.
Alta scogliera dell'aurora umana".


(Pablo Neruda)MACHU PICCHUÈ ancora buio quando lasciamo il nostro albergo di Aguas Calientes diretti alla fermata del pullman. La fila è lunga e attraversa tutta la cittadina; tutt' intorno una moltitudine di lingue e colori. Non appena saliti sul pullman diventa ormai chiaro il fatto che a separarci da Machu Picchu ci sono soltanto 6 km di una strada che si inerpica tra la rigogliosa vegetazione.Non so bene cosa aspettarmi, ho sognato ad occhi aperti tante volte ammirando le immagini dell'antica città degli Inca.; la sensazione è quella di essere sul punto di fare un incontro importante...Non c'è molto da camminare, dopo una rampa di scale ci si ritrova in un'ampia radura.Il cielo è coperto di nuvole e una pioggerella leggera rende l'atmosfera ovattata e piena di aspettative. Mi guardo intorno, sopra di noi le cime delle montagne e tutto intorno solo la nebbia.Mi posiziono con la mia macchina fotografica, fedele compagna di avventure. C'è da aspettare...Ad un certo punto il sipario naturale della nebbia inizia ad alzarsi e sotto di noi a poco a poco iniziano a disvelarsi i particolari delle antiche rovine Inca, i raggi del sole sembrano luci studiate ad arte per rendere l'atmosfera ancora più magica.Sembra di assistere ad uno spettacolo che la natura ha voluto riservarci.Inizio a scattare, non voglio perdere neanche un secondo di questa meraviglia che sta apparendo piano piano, come se volesse farsi ammirare un pezzo alla volta fino a rivelarsi completamente nella sua maestosità.Davanti a noi Machu Picchu, che in lingua quechua significa "vecchia,antica montagna" una tra le sette meraviglie del mondo, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.Siamo a quota 2430 m ma ora è il momento di salire sulla Huayna Picchu, la "giovane montagna". Ogni giorno soltanto 400 persone possono salirvi in maniera scaglionata, ed occorre prenotarsi mesi prima.La salita è ripida e decisamente faticosa, sono 2 km di sentiero formato da scaloni di pietra, peraltro scivolosi. Devo riconoscere che è stata una delle scalate più impegnative che abbia mai affrontato, ma dalla sua cima a quota 2720 m lo spettacolo è da togliere il fiato, si possono ammirare le rovine dall'alto e vedere come la città sia stata sapientemente incastonata dagli Inca nel bel mezzo della Cordigliera centrale delle Ande, avvolta dal verde intenso della foresta amazzonica.Una posizione strategica, nascosta a tal punto che gli spagnoli, che dominarono il Perú per quasi tre secoli, non scoprirono mai Machu Picchu e neanche vennero a conoscenza della sua esistenza.Non si hanno notizie certe sulla nascita della città; si suppone che sia stata costruita dall'Imperatore Inca Pachacùtec, probabilmente nel 1440, come residenza estiva dell'Imperatore e della nobiltà. Non potevano viverci più di 500 persone.Il complesso di edifici è suddiviso in due zone: una agricola costituita da una serie di terrazzamenti e sapientemente irrigata, e una zona urbana, con abitazioni e Templi.Ma Machu Picchu è anche una città misteriosa, avvolta da un'atmosfera sacra: legata al culto del Sole e degli astri.L'allineamento di alcuni edifici coincide con l'azimuth durante il solstizio e con i punti di aurora e tramonto del sole in determinati periodi dell'anno con le vette dei monti circostanti.C'è una pietra nella città che si chiama Intihuatana, che significa " il posto dove si cattura il sole", il pilastro di cui è composta ha una particolare inclinazione rispetto allo zenit, per far si che sia perfettamente allineato con i raggi del sole soltanto due volte all'anno: a mezzogiorno del 21 marzo e del 21 settembre, durante gli equinozi d'autunno e di primavera, quando il sole si trova esattamente sopra il pilastro, in quel preciso momento non proietterà nessuna ombra.La città venne abbandonata circa un secolo dopo la sua costruzione, più o meno durante il periodo della conquista spagnola.Una volta abbandonata rimase sconosciuta per ben quattro secoli entrando nella leggenda.Venne riscoperta nel luglio del 1911 da uno storico statunitense di nome Bingham. Riesco solo ad immaginare il suo stupore quando, dopo aver sfidato la fitta foresta pluviale, accompagnato da un sergente della guardia civile peruviana, giunse in questo posto completamente ricoperto dalla vegetazione.
Dopo aver gironzolato all'interno del dedalo di strade che la compongono è ora di riprendere la via del ritorno; nella mia sd centinaia di scatti, un tentativo di fermare quegli istanti, e negli occhi la meraviglia di aver visto un luogo magico e fuori dal tempo.

"Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo".(Tiziano Terzani ).